Leggi la prima pt. sulla corrosione.

La protezione catodica contro la corrosione

La corrosione è quindi un fenomeno di natura elettro-chimica; il fenomeno interessa soprattutto gli scaldacqua in quanto contenitori di acqua continuamente rinnovata la cui aggressività cresce vistosamente con l’aumento della temperatura (soprattutto sopra la soglia dei 60°C).

La protezione catodica si fonda sul principio che la corrosione di una struttura ha luogo solo nelle zone anodiche, mentre non si verifica nelle zone catodiche.

Riguardo all’acciaio inossidabile, la corrosione può determinarsi da contaminazioni con materiali meno nobili quali il comune acciaio al carbonio.

ANODI DI MAGNESIO

Per ottenere la protezione catodica anche delle più piccole quanto inevitabili imperfezioni del trattamento interno dei nostri scaldacqua, vengono introdotti in essi uno o più anodi sacrificali di magnesio che, consumandosi, generano una piccola corrente che protegge efficacemente la struttura dalla corrosione, provocando il deposito di sostanze calcare all’interno dei bollitori e più precisamente su quelle piccolissime parti prive di trattamento.

I nostri anodi sono prodotti con una speciale lega di Magnesio tipo AZ 63 atta a garantire innoquità fisiologica.

Sostituire gli anodi  controllando il loro stato di usura almeno annualmente e verificare che il loro posizionamento sia accessibile all’estrazione.

I trattamenti superficiali contro la corrosione

Abbiamo citato i trattamenti superficiali all’interno dei bollitori.

Per gli scambiatori di calore il problema non si pone in quanto come abbiamo, l’ossigeno presente nell’acqua viene dopo poco disperso terminando l’azione corrosiva.

Diversa è la problematica per il bollitore o accumulo di acqua calda sanitaria, questo ha continuamente ossigeno dato dal reintrfro dell’acqua di consumo che mette a dura prova il trattamento interno.

I trattamenti maggiormente utilizzati sono la “vetrificazione” o impropriamente chiamata anche “smaltatura”.

Questo trattamento è la migliore delle soluzioni in quanto non presenta porosità, è priva di carbonio perciò inorganica ed ha la massima igenicità.

Il suo limite è rappresentato dalle dimensioni dei serbatoi e dalla loro costruzione.

Dovendo essere eseguita a 800°C, i prodotti devono essere infatti introdotti in appositi forni.

Un altro trattamento storicamente utilizzato è la zincatura, ovvero la zincatura a caldo.

Questo trattamento che avviene per immersione in un bagno di zinco fuso a 450°C presenta notevoli vantaggi: si possono trattare serbatoi di maggiori dimensioni (fino a 20000 l), lo zinco ha il potere coprente dell’anodo ed in tal caso non serve una protezione aggiuntiva, protegge l’intero involucro perciò anche le pareti esterne, è idoneo allo stoccaggio e all’utilizzo di acqua potabile.

Anche questo trattamento è presente però nei limiti: la temperatura di esercizio alla quale può essere riscaldata l’acqua calda sanitari < 60°C.

Superata tale temperatura, lo zinco subisce un’inversione di potenziale.

Rispetto all’acciaio, la zincatura subisce un’inversione di polarità, cessa il suo comportamento anodico e diviene catodico avviando la corrosione all’acciaio sottostante, l’effetto sarà visibile durante eventuali manutenzioni dall’insorgere di crateri sulle superfici interne.

La smaltatura, è un termine generico utilizzato per i tipi di trattamento all’interno dei bollitori o scaldacqua o accumuli.

Dopo questa premessa, possiamo presentare il trattamento a base di resine termoindurenti. L’utilizzo è relativamente recente, 30 anni. Nato in alternativa alla zincatura e alla vetrificazione consente di trattare internamente la superficie di bollitori di capacità almeno fino a 5000 l, con serpentine a spirale fisse all’interno dei serbatoi.

La sua provenienza è il teflon utilizzato per le pentole inizialmente ed ancor oggi alcuni la definiscono “teflonatura”. Il termine Teflon però non può essere utilizzato essendo un marchio depositato dalla Dupont.

Altri prodotti da multinazionali sono stati affinati e messi in commercio raggiungendo ottimi risultati e supportando i costruttori sia nella costruzione del serbatoio che nella tecnica di applicazione.

Qualsiasi trattamento per innumerevoli motivi può avere difetti nell’applicazione, pertanto nella copertura parziale delle superfici da proteggere, queste parti di superfici scoperte sono altresì previsti da normative europee.

La stessa vetrificazione a due mani ha presentato porosità, naturalmente riferite a conformazione degli scaldacqua non certo alle provette campione perfettamente preparate.

Qualsiasi trattamento per innumerevoli motivi può avere difetti nell’applicazione, sono altresì previsti da normative le dimensioni delle aree scoperte ammissibili.

Per questo motivo possiamo solo insistere nel raccomandare una adeguata protezione catodica con anodi al Magnesio ed in casi particolarmente difficili, in presenza di acque aggressive, consigliamo l’utilizzo di un anodo a corrente impressa.

La corrosione per concludere è una forma naturale del comportamento degli elementi: tendono a ritornare alle origini, quindi inarrestabile. Possiamo solo limitare i danni e controllare che l’acqua che viene utilizzata sia in equilibrio.

Per concludere ricordiamo che anche l’acciaio INOX è soggetto a corrosione e non eterno; come del resto le strutture di cemento armato sono soggette a degrado e se non protette adeguatamente possono generare corrosione delle barre d’acciaio, inizialmente protette dal conglomerato che teoricamente ha durata illimitata in realtà è soggetto a degrado pure esso.

Prevenzione, protezione, manutenzione: essenziali oltre ad una corretta progettazione e
costruzione.

PT. 3: La morfologia della corrosione